Sicurezza sul lavoro, le novità del decreto del fare

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Durc valido 180 giorni, semplificazione nella compilazione del Duvri (documento di valutazione dei rischi di interferenza), nuove regole per rendere più rapida la verifica delle attrezzature da lavoro. Sono le principali novità previste dal decreto del fare, licenziato dal Consiglio dei ministri lo scorso 15 giugno e composto da oltre 80 articoli destinati ad apportare modifiche importanti in molti settori della Pa.
Una modifica al Codice degli appalti consentirà di semplificare il rilascio del Documento unico di regolarità contributiva (Durc). Nel dettaglio, non saranno più le imprese a dover consegnare il documento alle amministrazioni pubbliche ma le stazioni appaltanti a doverlo richiedere d’ufficio a Inps, Inail e Casse edili, dai quali lo riceveranno in formato elettronico con firma digitale. La richiesta riguarderà sia l’accertamento delle clausole di esclusione che il pagamento delle prestazioni e si estenderà anche ai subappaltatori.
Ai fini della verifica per il rilascio del documento “in caso di mancanza dei requisiti per il rilascio di tale documento - precisa la norma - gli Enti preposti al rilascio, prima dell’emissione del Durc o dell’annullamento del documento già rilasciato, invitano l’interessato, mediante posta elettronica certificata o con lo stesso mezzo per il tramite del consulente del lavoro nonché degli altri soggetti di cui all’art. 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 1, a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a quindici giorni, indicando analiticamente le cause della irregolarità”.
Il Durc rilasciato avrà una validità di 6 mesi dal momento dell’emissione e verrà rinnovato d’ufficio alla scadenza. Prima del pagamento, le Pa dovranno acquisire un nuovo Durc e, in caso di irregolarità, tratterranno il debito contributivo dalla remunerazione.
Cambiamenti in arrivo anche per il documento di valutazione dei rischi. L’art. 30 del decreto prevede che il datore di lavoro committente promuova “la cooperazione e il coordinamento” tra le imprese esecutrici, “elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze ovvero individuando, limitatamente ai settori di attività a basso rischio infortunistico… un proprio incaricato”. L’obbligo di produrre il documento di valutazione dei rischi “non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai lavori o servizi la cui durata non è superiore ai dieci uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari”.